Categoria: Imperia

  • Corso Base di Apicoltura ONLINE – Sezione di Imperia

    Corso Base di Apicoltura ONLINE – Sezione di Imperia

    Inizio del corso: Martedì 2 giugno 2020

    Sede del Corso: ONLINE – piattaforma GoToMeeting (non è necessario scaricare o registrarsi, verrà fornito un link di accesso)

    Argomenti del corso: Biologia e fisiologia delle api, organizzazione dell’alveare, materiali e attrezzature, come iniziare l’attività apistica, il calendario apistico, tecnica apistica, gestione degli alveari, problemi sanitari e tecniche di contenimento.

    Lezioni: 5 teoriche e 2 pratiche

    Costo del corso: 80€, comprensivi di quota iscrizione ALPA Miele, apertura codice Apistico e gestione Anagrafe Apistica per i partecipanti che prenderanno le api.

    Metodo di pagamento: bonifico, CC intestato ad ALPA Miele, Banco popolare, filiale Moconesi
    IBAN IT35J0503432050000000001153

    A chi è rivolto: Principianti con il desiderio di conoscere meglio il mondo delle api.

    Contatti: imperiese@vecchio.alpamiele.it

  • Giornata Mondiale delle Api 2020

    Giornata Mondiale delle Api 2020

    Il 20 Maggio è la Giornata Mondiale delle Api, di riflesso anche degli Apicoltori e delle Apicoltrici che passano ogni giorno in loro compagnia!
    Chi vive e lavora con le Api sa quanto possono essere forti e fragili allo stesso tempo.
    Il compito di ogni Apicoltore è averne riguardo e gestirle al meglio, il compito dell’Associazione è accompagnarvi nella conoscenza del loro mondo con competenza e passione, il compito di ogni Persona è rispettare le Api e chi ci lavora riconoscendo dignità e un prezzo equo per i prodotti, il compito della Politica è la loro e la nostra tutela.
    E il compito delle Api? Volare, bottinare, impollinare e prosperare!

    Unaapi, la nostra Associazione Nazionale, ha tradotto e reso disponibile in versione sfogliabile il documento “Una PAC per gli Impollinatori” redatto da BeeLife European Beekeeping Coordination, con le osservazioni, le opportunità e le indicazioni a UE e Stati Membri per la nuova PAC (Politica Agricola Comune).
    L’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, propone la pubblicazione “Il declino delle api e degli impollinatori“.
    Slowfood prosegue la raccolta firme per l’Iniziativa dei Cittadini Europei (Ice) “Salviamo Api e Agricoltori!” per:

    1. eliminare gradualmente i pesticidi sintetici entro il 2035: eliminare  i pesticidi sintetici dall’agricoltura europea dell’80% entro il 2030, iniziando da quelli più pericolosi, per arrivare al 100% entro il 2035.

    2. ripristinare la biodiversità: ripristinare gli ecosistemi naturali nelle aree agricole in modo che l’agricoltura diventi un vettore di recupero della biodiversità.

    3. sostenere gli agricoltori nella transizione: riformare l’agricoltura dando priorità all’agricoltura su piccola scala, diversificata e sostenibile, favorendo il rapido aumento delle pratiche agroecologiche e biologiche; promuovendo una formazione e una ricerca indipendenti in materia di pesticidi e di agricoltura senza Ogm, che mettano al centro le esigenze dei contadini.

  • Questionario Epidemiologico Unaapi 2020

    Questionario Epidemiologico Unaapi 2020

    Se sei apicoltore da almeno due anni e a inizio aprile 2019 gestivi almeno 30 alveari ti invitiamo a partecipare allo Studio Epidemiologico Unaapi rispondendo alle domande del questionario.

    Le informazioni raccolte saranno trattate in forma anonima.

    Unaapi, attraverso il confronto con il settore apistico internazionale e ispirandosi ad uno studio USA che monitora da ormai 13 anni il patrimonio apistico nord americano (https://bip2.beeinformed.org/survey), per cercare di far fronte alle diverse problematiche legate alla gestione degli alveari, ha predisposto uno studio epidemiologico nazionale per verificare l’impatto delle conduzioni apistiche e della alimentazione artificiale sulle prestazioni e la salute delle colonie di api.

    Le analisi statistiche di tali dati forniti per svariate annualità possono fornire interessanti spunti di riflessione e correlazioni tra le diverse tecniche apistiche impiegate e la diversa sopravvivenza o produttività degli alveari e consentire di ottenere modelli di riferimento per le diverse aree geografiche del Paese.

    Riteniamo importante quindi che contribuiscano al progetto il maggior numero di apicoltori possibile che forniscano responsabilmente dati realistici e che comprendano la fondamentale importanza di condividere informazioni e tecniche apistiche per il bene del comparto.

    Il referente per l’Associazione è Marina Consiglieri, a cui inviare il questionario compilato (alla voce codice tecnico apistico e alla voce codice questionario lasciate in bianco) alla mail marina.consiglieri@vecchio.alpamiele.it 

  • Incontro Online su Vespa velutina

    Incontro Online su Vespa velutina

    Incontro su Vespa velutina

    Data: giovedì 16 aprile dalle ore 21:00

    Sede: online

    Argomenti: Strategie di lotta alla Vespa velutina, il trappolaggio primaverile, il progetto di contrasto della Regione Liguria, come rinforzare la rete di monitoraggio e segnalazione dell’Associazione, esperienze sul campo in Liguria e Toscana.

    Ingresso riservato agli associati che riceveranno il link entro mercoledì 15 aprile, se non associati sono interessati a partecipare e ricevere l’invito scrivere a info@vecchio.alpamiele.it

     

  • Piccola guida per difendersi dalle zecche e dalle malattie correlate

    Piccola guida per difendersi dalle zecche e dalle malattie correlate

    Con la stagione mite, dalla primavera all’autunno, si riscontra un’alta incidenza di punture da zecca.
    Nella maggior parte dei casi, tolta la zecca con le dovute attenzioni, ossia NON bagnare con alcool, gasolio né niente, ma sfilare dalla pelle con una leggera torsione con pinzette o con l’apposito strumento a forca acquistabile in farmacia, non si sviluppano problemi, ma un piccolo ponfo e normale prurito per qualche giorno. In molte famiglie è tradizione rimuovere le zecche “soffocandole” con un liquido a scelta, ma questo metodo irrita la zecca e la porta ad aumentare la produzione salivare amplificando la possibilità di trasmissione di agenti patogeni.
    In una percentuale di casi si possono sviluppare patologie anche gravi come Malattia di Lyme, Rickettsia o encefalite (TBE).
    Gli apicoltori sono soggetti ad alto rischio di contrarre queste malattie trasmesse dalle punture di zecche; l’articolo vuole fornire alcune indicazioni e suggerimenti per salvaguardare la propria salute.

    BIOLOGIA DELLE ZECCHE, IN BREVE

    Le zecche sono parassiti ematofagi appartenenti a un sottordine di acari, le specie più conosciute sono la zecca del bosco (Ixodes ricinus) e la zecca del cane (Rhipicephalus sanguineus).
    Compiono da 1 a 3 pasti di sangue a seconda della specie su diversi ospiti, il ciclo vitale può durare 3 anni, hanno la capacità di attendere anche molto tempo nella vegetazione l’occasione giusta per attaccarsi a un ospite e nutrirsi.
    Possono essere veicolo di batteri e agenti patogeni che ricevono e trasmettono dai vari ospiti da cui si nutrono.

    Immagine tratta da Zoonosi trasmesse da Zecche, pubblicazione realizzata da
    Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, nel 2018

    INDICAZIONI SU COME COMPORTARSI IN CASO DI PUNTURA

    (tratto dalla pagina Wikipedia dedicata alle zecche)

    • Non bruciare il parassita, non applicare alcuna sostanza, non rimuovere la zecca a mani nude. Così facendo si eviterà che la zecca rigurgiti, diminuendo notevolmente il rischio d’infezione.
    • Tramite una pinzetta, afferrare la zecca nel punto più vicino alla cute per evitare la rottura dell’apparato boccale. Non afferrare la zecca per il corpo per evitare il cosiddetto “effetto siringa” o di spezzare il parassita. In farmacia sono disponibili pinzette specifiche o penne con un laccio per agevolare la rimozione.
    • Estrarre il parassita afferrandolo il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimuoverlo tirando dolcemente cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione.
    • Durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni.
    • Se il rostro dovesse rompersi, si noterà un puntino nero al centro della puntura. Si dovrà cercare di estrarlo usando la punta di un ago da siringa sterile.
      Disinfettare la cute evitando disinfettanti colorati.
    • Controllare per 30-40 giorni se si forma un alone “a bersaglio” detto eritema migrante, caratteristico della malattia di Lyme e di altre possibili patologie. Se compaiono sintomi quali una cefalea non abituale, un’artrite acuta, una sintomatologia neurologica o un malessere simil influenzale non altrimenti spiegato contattare un medico.
      Non assumere farmaci di propria iniziativa.
    • La formazione di una crosticina rossa pruriginosa è il decorso normale della puntura.

    Aggiungiamo la forte raccomandazione di non prendere antibiotici solo a fronte della puntura.
    Un ciclo di antibiotici immediatamente dopo il contatto con la zecca e ancor peggio di durata troppo breve può mascherare i sintomi, falsare i successivi esami del sangue e non avere alcuna efficacia sui batteri della borrelia che, avendo un ciclo vitale piuttosto lungo e annidandosi in siti poco vascolarizzati, non avrebbero alcun danno da soli 5 giorni di antibiotico (purtroppo la terapia breve è spesso consigliata da medici di base).
    Invece in caso di eritema a bersaglio o altra sintomatologia è bene affidarsi al dottore, ricordando che gli antibiotici efficaci sono doxiciclina, amoxicillina o cefuroxima per un periodo non inferiore alle 3 settimane.

    Tipico rusch cutaneo della malattia di Lyme, l’eritema a bersaglio. Foto di James Gathany

    MALATTIA DI LYME, UNA BRUTTA ESPERIENZA PERSONALE
    di Laura Capini

    Nell’estate del 2014 sono stata punta dall’ennesima zecca, niente di nuovo per chi abita e lavora in campagna, si toglie, si disinfetta e si cerca di non grattarsi troppo.
    Nei giorni successivi la zona della puntura si arrossa in modo strano, sento il dottore, chiedo se devo prendere l’antibiotico, sì, 5 giorni di Augmentin.
    Passa qualche mese, arriva novembre e vado al Crea a Bologna per 4 giorni al corso sulle patologie apistiche; quando torno si gonfia il polso destro, tanto da non riuscire ad usare la mano, penso sia strano per aver scritto appunti e trascinato un trolley, sento il dottore, fa il vago, mi dice di passare in studio, ma in un paio di giorni passa e non ci penso più.
    Quell’inverno feci gli esami per la borrelia, risultarono negativi.

    Passa qualche anno, con malesseri passeggeri e un po’ troppi mal di testa, ma vado avanti senza dare troppo peso, del resto non sono mai stata troppo fortunata con la salute.
    Arriva la primavera 2017, ad Apimell ho dolori alle ginocchia e alle gambe ma ho troppo da fare e non mi ascolto, a metà mese faccio da assistente a Massimo Carpinteri in un corso di Introduzione all’Analisi Sensoriale del Miele, sto in piedi parecchie ore per distribuire e ritirare i bicchieri di miele, alla fine delle lezioni lavo tutto a mano, diventa difficile ignorare il male alle gambe ma sono troppo concentrata e felice di essere lì per occuparmene; nel frattempo si gonfia una guancia per un piccolo ascesso (neanche coi denti sono molto fortunata).
    Nell’Aprile 2017 diventa quasi impossibile deambulare, prendo appuntamento con l’ortopedico che mi ha sistemato le ginocchia nel 2001, mi aspira 2 siringhe enormi di liquido rossastro e mi prescrive una serie di esami.
    Va sempre peggio, non so dove sbattere la testa, prendo appuntamento intramoenia con una reumatologa del San Martino che mi ricovera subito in reparto, iniziamo intanto con una bella flebo di cortisone… nel giro di qualche giorno la sentenza: malattia di Lyme, ripetiamo le analisi e si ripete la sentenza.
    Mi viene diagnosticata la fibromialgia, causata dall’infezione latente che ho covato per anni, un’altra brutta bestia con cui convivere.
    Passo mesi tra cicli di antibiotici (per bocca e per puntura) e cortisone, tra alti e bassi fisici e di umore.
    Devo stare attenta a non stancarmi, a quello che mangio, a tutto. Ho episodi di vertigini e nausee. Lavoro al computer e non so come stare seduta, la luce è fastidiosa e ho spesso mal di testa, ma ho un lavoro bellissimo e riesco anche a seguire la pubblicazione del dossier sulla cristallizzazione scritto da Lucia Piana e Amanda Dettori, che resterà sempre una bella cosa di cui andar fiera in quel brutto periodo.
    A dicembre decido di andare a Trieste, da uno dei massimi esperti di borreliosi, i batteri sono ancora lì, mi toglie il cortisone e mi fa fare un altro ciclo di antibiotici.
    L’inizio del 2018 è una ripida discesa all’inferno, sto di nuovo malissimo, il lavoro bellissimo si brucia, ho una forte depressione e cammino solo con il bastone, sono prigioniera in casa e per fare qualsiasi cosa devo valutare percorso, tempi, possibilità di sedersi, quanto vicino posso arrivare con la macchina.
    Tengo duro per arrivare all’estate 2018, quando finalmente non c’è più borrelia nel mio sangue.
    Ma l’artrite c’è ancora, per non soccombere mi compro bastoni colorati e me ne faccio fare uno con l’impugnatura a forma di ape.
    Siamo a primavera 2020, ho cambiato medico di base, non uso più il bastone da qualche mese, affrontare le scale è stata una conquista da festeggiare, sono tornata dalle api sebbene stando molto in piedi senta dolore, ho qualche noioso problema di intolleranze alimentari, a causa dell’infezione prolungata ho sviluppato una probabile malattia autoimmune, uno dei sintomi è il fenomeno di Raynaud, che mi ricorda ogni volta che mi viene che se anche adesso sto bene prima o poi dovrò di nuovo affrontare il dolore.
    Aggiornamento primavera 2023: il 12 luglio 2021 mi è stata diagnosticata la Sclerosi Sistemica limitata o Sclerodermia, malattia rara autoimmune del tessuto connettivo. Forse, ma non potrò mai saperlo, se non avessi avuto la malattia di Lyme la Sclerodermia non si sarebbe sviluppata: la malattia ha una base genetica, ma occorre un “trigger” perché si manifesti.
    La diagnosi è stata una condanna e una liberazione, ho frequentato una psicologa per diversi mesi, perché una diagnosi così necessita di aiuto nell’elaborazione (e non c’è nulla di cui vergognarsi a cercare aiuto da un professionista), soprattutto sono stata finalmente presa in carico dal reparto di Immunologia del San Martino, dopo decine di visite e un’altalena emotiva devastante.
    Adesso ho la mia terapia, il mio codice per l’esenzione, 2 visite all’anno intervallate dagli esami del caso, e tra alti e bassi vado avanti, almeno adesso so cosa devo affrontare.

    Racconto tutto questo a chiunque lo voglia ascoltare non per farmi compatire o farmi dire brava, ma per trasmettere quanto può essere pericoloso sottovalutare una puntura di zecca o sbagliare le terapie.
    L’unico modo è autoproteggersi, informarsi e non sottostimare.

    PER APPROFONDIRE

    Pagine Wikipedia citate nel testo

    Zoonosi trasmesse da Zecche, pubblicazione realizzata da Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, nel 2018

    Malattia di Lyme su Osservatorio Malattie Rare

    Associazione Lyme Italia e coinfezioni

     

  • Spostamenti per Visitare gli Alveari – COVID19

    Spostamenti per Visitare gli Alveari – COVID19

    A seguito di contatti con le istituzioni possiamo confermare che le misure restrittive non si applicano all’apicoltura, in alcun caso alle aziende apistiche con partita iva che rientrano nella filiera agricola (codice Ateco che inizia con 01) e che anche gli apicoltori per autoconsumo hanno la possibilità di accudire i propri alveari, nonostante il decreto del 22 marzo chiuda molte attività produttive e limiti ulteriormente la possibilità di movimento impedendo lo spostamento da un comune all’altro, le attività zootecniche non possono essere sospese.

    La legge 313/04 descrive l’apicoltura come attività zootecnica e chiunque detenga le api è considerato apicoltore, inoltre non andare dalle api potrebbe portare problemi sanitari, sciamature incontrollate e proprio in questi giorni il rischio di sofferenza per fame.
    Si consiglia di utilizzare il modulo di autocertificazione in vigore dal 26 marzo inserendo la dicitura: “dichiaro di esercitare l’attività di apicoltore ai sensi degli Articoli 2, 3 e 6 della legge n. 313/2004 per la “Disciplina dell’Apicoltura” e in tale veste ho la necessità di recarmi in Apiario per l’accudimento e gestione degli animali come previsto dalla nota del Ministero della salute n. 5086 del 02 Marzo 2020 e allego a tal fine allego certificato comprovante l’iscrizione alla Banca dati dell’Anagrafe Apistica Nazionale, comprensivo del codice di allevamento, dei miei dati personali e delle postazioni di Alveari”, quindi di stampare il pdf “attività apicoltura” dall’anagrafe apistica che riporta l’ubicazione degli apiari in modo da poter dimostrare l’effettiva necessità di raggiungere le postazioni.

    In caso di problemi con le forze di polizia preposte al controllo e alla verifica degli spostamenti si può contattare la presidente Laura Capini al numero 3476975960.

    Si raccomanda comunque a tutti gli apicoltori di seguire le indicazioni degli organi competenti e spostarsi solo se realmente necessario, di limitare quindi le visite agli apiari allo stretto indispensabile.

  • Attività formative rimandate a causa del COVID19

    Attività formative rimandate a causa del COVID19

    A causa delle restrizioni imposte dalle misure di contenimento del COVID19 sono
    rimandati a data da destinarsi,

    i corsi:

    Corso Monografico Prodotti dell’Alveare a Genova e Imperia
    Corso Monografico Pappa Reale a La Spezia
    Corso Monografico Allevamento Regine a Savona
    Corso Avanzato di Apicoltura a Savona
    Corso Base di Apicoltura a Cogoleto (di cui si è svolta la prima lezione)

    i seminari:

    29 febbraio a Savona, Gianluigi Bigio su Selezione VSH
    29 febbraio a Sarzana SP, Stefano Fenucci su Vespa velutina
    14 marzo a Genova, Gianfranco Saffioti e Marco Bergero su Cambiamenti Climatici e Bio-monitoraggio Ambientale

    e gli incontri tecnici provinciali mensili.

    I tecnici sono a disposizione per assistenza tecnica telefonica, le segreterie per le altre necessità.
    Appena possibile saranno riprogrammate le attività annullate.

  • Seminario su Patologie Apistiche con Giovanni Guido a Imperia

    Seminario su Patologie Apistiche con Giovanni Guido a Imperia

    Data: sabato 15 febbraio 2020 ore 10:30

    Sede: Agriturismo la Quercia, Imperia

    Argomenti del Seminario: Gestione delle patologie in Apicoltura, Varroa destructor e virosi correlate, peste, nosema. Gestione e riduzione del danno.

    Docente: Dott. Giovanni Guido, veterinario, apicoltore professionista, CRT Unaapi

    Ingresso Libero
    Inizio ore 10:30, pausa pranzo dalle 12:30 alle 14:00 (pranzo sociale €15,00; si prega di prenotare al numero 3358478123), chiusura alle ore 16:00

  • Corso Base di Apicoltura a Imperia

    Corso Base di Apicoltura a Imperia

    Inizio del corso: Martedì 5 novembre 2019

    Sede del Corso: sala comunale di Ospedaletti

    Argomenti del corso: Biologia e fisiologia delle api, organizzazione dell’alveare, materiali e attrezzature, come iniziare l’attività apistica, il calendario apistico, tecnica apistica, gestione degli alveari, problemi sanitari e tecniche di contenimento.

    Lezioni: 5 teoriche e 2 pratiche

    Costo del corso: 100€, comprensivi di quota iscrizione ALPA Miele, apertura codice Apistico e gestione Anagrafe Apistica per i partecipanti che prenderanno le api.

    Metodo di pagamento: bonifico, CC intestato ad ALPA Miele, Banco popolare, filiale Moconesi
    IBAN IT35J0503432050000000001153

    A chi è rivolto: Principianti con il desiderio di conoscere meglio il mondo delle api.

    Contatti: imperiese@vecchio.alpamiele.itCorso base apicoltura Imperia 2019-20

  • Richiesta a Regione Liguria la Calamità Naturale per la stagione 2019

    Richiesta a Regione Liguria la Calamità Naturale per la stagione 2019

    Con una lettera congiunta le Associazioni Apistiche Liguri
    hanno chiesto che venga riconosciuta la grave crisi del
    settore con aiuti concreti per le Aziende Professionali.
    Qui puoi leggere la lettera inviata

    favo miele