Autore: Laura Capini

  • Aethina tumida e Vespa velutina all’attacco

    Aethina tumida e Vespa velutina all’attacco

    Al momento si tratta solo di un caso isolato, ma quello che è successo in Calabria potrebbe non rimanere tale.

    Dal nord  e dalla Francia è arrivata la Vespa Velutina che si sta rapidamente espandendo in Liguria e Piemonte, dal sud Italia proprio in questi giorni è arrivata la nuova -cattiva- notizia circa il coleottero degli alveari.

    E le istituzioni quando faranno sentire la loro presenza?

    Pare proprio che non ci sia tregua per la nostra piccola importantissima ape; fin dall’avvento della varroa vi è stata una vera e propria escalation di situazioni critiche che compromettono il mondo dell’apicoltura così come lo conosciamo, ma compromettono anche la nostra stessa esistenza.

    Vespa Velutina attacca gli alveari dall’esterno limitando il volo delle bottinatrici fino allo sfinimento della famiglia che non si approvvigiona più e si indebolisce rendendo ancora maggiore l’incognita del superamento delll’inverno.

    Aethina Tumida si insinua fin dentro gli alveari, ingannando le operaie stesse in alcuni casi costringendole ad una trofallassi quasi come se si trovasse ad un distributore di benzina gratis! Depone svariate uova nelle fessure dell’arnia, uova che hanno un ciclo brevissimo e da qui nascono numerosissime larve, per di più simili a quelle comuni della camola della cera, che si nutrono e distruggono tutto quello che trovano sul loro percorso: cera, uova, larve, pollline, il tutto fa si che il miele fermenti rendendolo inutile non solo per l’uomo, ma anche per le api stesse; la famiglia arriva in breve tempo al collasso.

    Mai come ora gli apicoltori si troveranno ad essere sempre più precisi, aggiornati, acculturati ed attenti. Operazioni che un tempo erano pressochè facoltative ora diverranno una routine così come avvenuto per il blocco di covata: cambiare i favi al massimo ogni tre anni, fare brevi ma accurate visite anche esterne per valutare la regolare attività di volo delle api, controllare i vassoi antivarroa alla ricerca di larve sospette…

    L’invito di ALPAMiele è di essere sempre più scrupolosi ed attenti circa l’attività e la salute delle api, denunciando i casi sospetti alle associazioni e alle istituzioni (nella speranza che si attivino sempre maggiormente), perchè non si tratta di solo miele, ma si tratta di quello che abbiamo ogni giorno sulle nostre tavole, dell’aria che respiriamo, di quello che guardiamo quando ci affacciamo dalla finestra…

    dott. Luca Cosco

  • Aethina tumida

    Aethina tumida

    Aethina tumida

     

    FOCOLAIO DI AETHINA TUMIDA IN CALABRIA

    Riportiamo la segnalazione CRA-API sul ritrovamento di un focolaio di Aethina tumida in provincia di Reggio Calabria, nel territorio di Gioia Tauro, per informare che il dannoso coleottero è ora presente anche nel nostro Paese.

    Oltre alle stazioni di rilevamento BEE-NET già allertate, è bene che anche gli apicoltori conoscano questo nuovo parassita invasivo dell’ambiente e dei nostri alveari. Del resto era solo questione di tempo, dati i fenomeni di inarrestabile globalizzazione di prodotti, merci, animali tra i vari continenti. Non a caso Gioa Tauro è anche un porto marittimo.

    Per approfondire e scaricare i materiali CRA-API vai al sito api.entecra.it

    Per conoscere la siituazione epidemiologica aggiornata: vai alla sezione del sito dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie che monitora l’infestazione

    Scarica il DOSSIER ASPROMIELE Aethina tumida in formato pdf (956 kb)

    PRESENZA DI AETHINA TUMIDA SUL TERRITORIO LIGURE

    Le informazioni sono poco rassicuranti. Ogni giorno si fanno nuovi rinvenimenti, in un’area a forte concentrazione di alveari. Si parla di circa 5.000, con la presenza di parecchi apiari nomadi. In zona vi sono anche produttori di pacchi d’api e di regine.

    Date queste premesse vi è la forte probabilità che la diffusione del coleottero possa avere interessato non soltanto l’ambito locale,  perchè trasportato inconsapevolmente (speriamo non per negligenza), con il commercio di materiale genetico in altre Regioni italiane.

    Data la allarmante situazione ritengo misura doverosa da parte della nostra Associazione allertare tutti i nostri associati perchè pongano estrema attenzione in futuro nei loro apiari sulla possibile presenza del coleottero.

    Nondimeno necessario sarà la dissuasione dall’acquistare pacchi d’api o regine provenienti dal sud, Calabria in particolare. Il primo cordone sanitario infatti è costituito dai comportamenti prudenti e responsabili di tutti. 

    Diffondiamo presso gli associati il giusto grado di preoccupazione raccomandando di rivolgersi ai nostri Tecnici Apistici sia per quanto attiene alla Sanità degli apiari, sia per quanto riguarda l’acquisto di materiale genetico (nuclei e regine).

    Non usiamo toni allarmistici o catastrofici, ma giustamente sensibili e vigili alle problematiche sanitarie che ci circondano ormai da più parti. Occorrono comportamenti più prudenti e meno disinvolti rispetto al passato, e credo che qesta sia già una bella svolta.

    Grazie dell’attenzione, con i più cordiali saluti. Davide Gazzoli.

  • Nuovo prodotto acaricida: MAQS

    Nuovo prodotto acaricida: MAQS

    MAQS

    L’Unità Operativa di Apicoltura di Roma (IZS Lazio e Toscana), il Centro Apistico Regionale di Apicoltura del Piemonte (IZS Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta), in collaborazione con il Ministero della Salute, con l’Associazione Produttori Agripiemonte miele e con l’Azienda ASL Torino 2, hanno verificato l’efficacia acaricida e l’effetto sulle api di un prodotto canadese a base di acido formico in gel, denominato MAQS™ (Mite Away Quick Strips™).

    Dalla prova di campo estiva realizzata in provincia di Torino è stata verificata una interessante efficacia acaricida del prodotto MAQS, soprattutto in considerazione della presenza della covata durante il trattamento e la possibilità di impiego del prodotto con i melari. Va anche ricordato che l’acido formico risulterebbe anche compatibile con un impiego in apicoltura biologica.

    Il medicinale è stato autorizzato dal Ministero della salute con DM n. 63 del 5 giugno 2014

    Per approfondire scarica il documento in formato pdf (2.2 Mb): Maqs.pdf

  • 8 MARZO A GENOVA

    8 MARZO A GENOVA

    8 MARZO 2014 AL TEATRO DELLA TOSSE

    Dalle 15.00:

    API, AMBIENTE E BIODIVERSITÀ AL TEATRO DELLA TOSSE DI GENOVA

    convegno_8marzo14

    Scarica la LOCANDINA del convegno in formato pdf (760 Kb).

    Dalle 20.30

    LA SOLITUDINE DELL’APE. Andrea Perdicca e YoYo Mundi

    Cosa c’entrano il chimico Justus Von Liebig, il modo di coltivare la terra e di alimentarsi con l’attuale diminuzione delle api negli alveari?

    Che rane, pipistrelli, lucciole, uccelli, insetti impollinatori stiano scomparendo nelle campagne è un dato di fatto. Ma perché sta accadendo?

    La solitudine dell’ape è un racconto-canzone che cerca di mettere insieme i tasselli di questa storia. Una storia che ci riguarda, perché ciò che uccide la vita intorno a noi mette in pericolo la nostra stessa esistenza.

    Un attore-narratore, Andrea Pierdicca, e un gruppo non solo musicale, gli Yo Yo Mundi, cercano di ricollegare i fili invisibili che uniscono i destini dell’uomo a quelli dell’ape e degli altri essere viventi del nostro pianeta.

    Locandina Solitudine dell'ape

    Scarica la LOCANDINA dello spettacolo in formato jpg (470 Kb).

  • Progetto BEENET

    Progetto BEENET

    beenet

    BeeNet – Apicoltura e ambiente in rete.

    Il Progetto Apenet, avviato nella stagione 2009, ha permesso la messa a punto della prima rete di monitoraggio nazionale della salute degli alveari, con moduli localizzati in ogni regione italiana. Ogni modulo è formato da 5 stazioni, distribuite uniformemente sul territorio e costituite da 10 alveari ciascuna.

    Il progetto BeeNet rappresenta il primo passo verso l’istituzionalizzazione delle attività di monitoraggio e delle segnalazioni in campo apistico- Il progetto è suddiviso in tre linee di attività:

    1) Ampliamento della rete di monitoraggio nazionale per la valutazione dello stato di salute delle api; la rete di rilevamento dati BeeNet è formata da 75 moduli (corrispondenti a 375 postazioni e a circa 3.750 alveari), un campione rappresentativo della popolazione apistica nazionale.

    2) Sviluppo e potenziamento del sistema delle segnalazioni e della Squadra di Pronto Intervento Apistico (SPIA);

    3) Sistema informatico di rilevazione dati e diffusione dei risultati. Con il progetto BeeNet si prevede una integrazione del sistema esistente nell’ambito della Rete Rurale Nazionale, al fine di sfruttare al meglio le sinergie già in essere con l’infrastruttura e le banche dati del SIAN.

    SCARICA QUI tutti i bollettini BeeNet

    Nell’ultimo bollettino BeeNet del 2013 sono riportati, in forma aggregata, i dati del 4° controllo 2013 (ottobre-novembre), relativi alla forza della famiglia, all’attività di volo e di bottinamento, oltre ai comportamenti anomali e ai sintomi di diverse problematiche sanitarie,  osservati dai referenti di modulo negli alveari della rete di monitoraggio. Nel bollettino sono inoltre esposti i dati sulle perdite degli alveari durante l’anno 2013 e nell’inverno 2013/14.
    Nella mappa della pagina di copertina sono indicate le oltre 300 postazioni dei 63 moduli che costituiscono la rete nazionale di monitoraggio.

    SPIA

    La Squadra di pronto intervento apistico (Spia) fornisce assistenza agli apicoltori che segnalano spopolamenti degli alveari, improvvise sparizioni e mortalità eccezionali di api o altre anomalie apistiche.

    Questo servizio permette agli apicoltori di segnalare velocemente e facilmente eventi anomali e di una certa rilevanza. Se necessario alla segnalazione segue l’attivazione della Squadra di pronto intervento che effettua un sopralluogo e preleva campioni per le analisi di laboratorio.
    La Squadra di pronto intervento apistico opera relazionandosi con il Servizio veterinario delle Asl, con le associazioni apistiche locali e con il Servizio fitosanitario competente per zona.

    Le segnalazioni si possono effettuare:
    – direttamente ad AlpaMiele: contattate il tecnico referente BEENET Carlo Gazzoli al n. 348 6062046 per avere tutte le informazioni necessarie;
    – tramite il numero telefonico dedicato 019 824653;
    – tramite il modulo web di segnalazione segnalazione SIAN

  • Isole Aland: l’unico posto in Europa senza Varroa

    Isole Aland: l’unico posto in Europa senza Varroa

    bandiera isole Aland

    Questa bandiera rappresenta un posto speciale: l’unico lembo di terra in tutta l’Unione Europea – estesa per 4.326.253 chilometri quadrati – dove le api non sono infestate dal parassita Varroa destructor!.

     Continua a leggere l’articolo su: http://www.federapi.biz/index.php?option=com_content&task=view&id=1191&Itemid=1

    Leggi la Gazzetta Ue che dichiara le Isole Åland indenni da varroasi

  • Gli apicoltori statunitensi impugnano l’autorizzazione del Sulfoxaflor

    Le principali organizzazioni apistiche degli Stati Uniti sono ricorse in giudizio presso la Corte di Appello Federale contro EPA (l’Agenzia per la Federale Protezione dell’Ambiente) ed il colosso chimico Dow AgroSciences per impugnare l’autorizzazione del Sulfoxaflor. Occorre vigilare anche in Europa.

    Continua a leggere su:

    http://www.mieliditalia.it

    earthjustice.org [en]

    testo del ricorso degli apicoltori [en – pdf]

  • Neonicotinoidi e sistema nervoso umano

    Disorientamento e perdita di memoria, questa volta non per le api ma addirittura per gli esseri umani. Lo ha reso noto in data odierna (17.12.2013) l’EFSA, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare che ha anticipato e diffuso le conclusioni di un parere scientifico elaborato su richiesta della Commissione europea in merito ai possibili effetti negativi dei neonicotinoidi sul sistema nervoso umano.

    In materia, il Gruppo degli esperti scientifici dell’EFSA ha riscontrato che alcuni neonicotinoidi possono avere un effetto avverso sullo sviluppo dei neuroni e delle strutture cerebrali associate alle funzioni dell’apprendimento e della memoria.

    Continua ed approfondisci la notizia diffusa dall’EFSA

  • Infestazione Varroa in Italia

    Infestazione Varroa in Italia

    Pubblichiamo un interessante articolo tratto dal sito UNAAPI sull’infestazione da Varroa nei nostri apiari a livello nazionale.

    mappaE’ disponibile la prima carta che mostra i punti di monitoraggio e la relativa % di infestazione degli apiari. Tutti i dati sono stati raccolti con il metodo dello zucchero a velo, e rappresentano la percentuale dell’infestazione media di 8 alveari per apiario. Ogni dato, rispecchia la situazione dell’apiario di provenienza, in diretta conseguenza della gestione dell’apicoltore. Dati di infestazione bassi, in un determinato contesto territoriale, non si estendono automaticamente a tutti gli apiari della zona.

    L’interpretazione ed il corretto uso dei dati sono dettagliatamente descritti nel dossier allegato all’ultimo numero della rivista L’Apis.

    Diventa anche tu rilevatore di varroe!

    Al seguente link è possibile accedere al modulo di raccolta dei dati. E’ sufficiente eseguire lo zucchero a velo su 8 alveari, scelti a caso, per apiario ed inserire i dati richiesti.

  • Il mistero delle api scomparse

    Il mistero delle api scomparse

    copertina TIME

    Articolo di Bryan Walsh

    Pubblicato da Internazionale 1021 – 13 ottobre 2013

    Dobbiamo ringraziare l’Apis mellifera, meglio conosciuta come ape domestica occidentale, per un boccone su tre del cibo che mangiamo ogni giorno. Dai mandorleti della California centrale – dove in primavera miliardi di api provenienti dal resto del paese arrivano per impollinare raccolti del valore di diversi miliardi di dollari – alle torbiere del Maine dove crescono i mirtilli, le api sono le operaie oscure e non pagate del sistema agricolo statunitense, e creano un valore aggiunto di oltre 15 miliardi di dollari all’anno. A giugno, un negozio della catena Whole Foods del Rhole Island, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, ha temporaneamente tolto dagli scaffali tutti i prodotti alimentari che dipendono dall’impollinazione: su 453 ne sono spariti 237, tra cui mele, limoni e zucchine di diverse varietà. Le api “sono il collante che tiene insieme il nostro sistema agricolo”, ha scritto nel 2011 la giornalista Hannah Nordhaus nel suo libro The beekeeper’s lament.

    Leggi tutto l’articolo: Internazionale n. 1021 del 11 ottobre 2013