La cera per le colonie d’api è:
- scheletro che sostiene l’alveare
- culla e magazzino
- sistema immunitario: i favi, rivestiti da un sottile strato di propoli proteggono dalle patologie
- fegato: la cera, grazie alla sua proprietà lipofila, assorbe le sostanze estranee
- comunicazione: i favi assorbono e trasmettono le vibrazioni delle api danzatrici per comunicare la posizione delle fonti di bottino, la cera assorbe e racchiude feromoni e segnali chimici propri della famiglia.
Negli ultimi anni, con la produzione di miele e cera in diminuzione e il settore apistico in crescita, sono sempre più frequenti casi di adulterazioni con prodotti chimici estranei usati per “tagliare” la cera nella produzione di fogli cerei; si sono verificati casi anche gravi di danni alle famiglie.
Si presentano anche problemi di residui indesiderati, alcune sostanze usate per combattere la varroa con i metodi dell’apicoltura convenzionale possono residuare nella cera e provocare accumuli eccessivi, alcuni trattamenti in fase di stoccaggio o per inquinamento ambientale possono ugualmente legarsi alla cera.
Si consiglia di chiedere analisi legate al lotto del pacco di fogli cerei che si sta acquistando e diffidare da prezzi eccessivamente tirati.
Viene usata in apicoltura, per la produzione di candele, per scopi alimentari, cosmetici, farmaceutici e per usi artigianali/industriali.
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