Glossario apistico

Glossario dalla A alla Z

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  • Acqua: Indispensabile per la vita della colonia, viene raccolta in particolare in periodi di caldo per raffreddare l’alveare e in periodi di assenza di gettate nettarifere per diluire il miele stoccato all’interno dei favi.
  • Aethina tumida: Coleottero degli alveari, infesta favi delle famiglie deboli fino alla distruzione delle famiglie deboli. Presente in Calabria e Sicilia.
  • Affumicatore: Utile per tenere calme le api durante la visita agli alveari.
  • Aggomitolare: Si dice delle operaie che si accalcano sulla regina sino a ucciderla per soffocamento.
  • Alveare: Famiglia di api posta in un’arnia.
  • Anagrafe Apistica Nazionale (B.D.N.): Database nazionale del patrimonio apistico. Ogni apicoltore viene identificato con un codice che riporta nazione, città di residenza, provincia e un numero progressivo. In ogni apiario deve essere posto un cartello identificativo scaricabile dal sito della BDN. Vengono registrati gli apiari, gli spostamenti e le compravendite. Ogni anno tra novembre e dicembre è obbligatorio effettuare il censimento annuale.
  • Apiario: Insieme di alveari riuniti in un’unica postazione.
  • Apicoltore e Apicoltrice: Chi detiene e conduce alveari.
  • Apiscampo: Dispositivo che permette il passaggio delle operaie in un solo senso. Usato, per esempio, per impedire l’ascesa delle api dal nido al melario il giorno prima della smielatura.
  • Arnia: Solitamente in legno, a cubo o a portichetto, ospita una famiglia di api. Composta da: Tetto solitamente in lamiera; Coprifavo posto sotto il tetto, con bordo in legno per creare una camera d’aria, comunica con il nido tramite un buco chiuso da un Disco a 4 posizioni, può contenere nutritori o il candito; Nido permanentemente occupato dalle api, contiene i telaini da nido che contengono scorte e covata; Fondo posto sotto il nido, ha una rete metallica che lascia passare detriti e varroe morte che si depositano sul Vassoio mobile presente a seconda della stagione; Melario, parte dell’arnia destinata al miele, si sovrappone al nido in periodo di raccolto.
  • Bancata o Cavalletto: Formato da robuste traverse sostenute da blocchetti di cemento, sostengono più alveari.
  • Barba: Descrive il comportamento delle api di rimanere fuori dall’arnia aggrappate al predellino, sintomo di probabile sciamatura (maggio) o di elevata temperatura e mancanza di raccolto (agosto).
  • Bilanciamento: Operazione che consiste nel rendere le famiglie il più omogenee possibile. Bilanciare le famiglie, in sostanza, consiste nello spostare favi di miele e/o di covata dalle famiglie più forti a quelle più deboli.
  • Blocco di covata naturale: Si verifica di solito in tardo autunno inizio inverno. È importantissimo per i trattamenti antivarroa. Può essere indotto artificialmente.
  • Bottino: Nettare, polline, acqua e resina delle piante che le api raccolgono nell’ambiente.
  • Candito: Alimento per api composto da miele che proviene da famiglie sane e zucchero a velo impastati assieme. Quelli del commercio non contengono miele ma sono un impasto di acqua e zuccheri.
  • Casta: Le caste sono 2: la casta dei riproduttori (regina e fuchi) e api operaie; in testi più datati sono considerate 3 caste distinte.
  • Cestelle: Sono situate nelle zampe posteriori, la larga tibia presenta esternamente una lieve concavità marginata da forti e lunghi peli incurvati, che forma la cestella (o cestello, o corbella, o corbicula) dove l’ape accumula il polline per trasportarlo nell’alveare.
  • Cera: Secreto dalle ghiandole ceripare poste sulla parte inferiore dell’addome delle operaie. Diviene malleabile a 35 °C e fonde a 63 °C.
  • Cella Reale: Cella dove viene allevata la regina, a maturazione ha forma di ghianda allungata. C. di Emergenza, se la regina muore improvvisamente le api operaie “tirano” le celle reali dalla covata normale.
  • Colonia: Sinonimo di famiglia.
  • Covata: Insieme delle uova, larve, pupe che si trovano nei favi. La covata è mantenuta a una temperatura di 34-36 °C e 60% di U.R. dalle api.
  • Covata Calcificata: Malattia fungina della covata, le larve colpite muoiono e acquistano la consistenza di “gessetti”.
  • Cupolino: Ricostruzione artificiale (in plastica o cera) della cella adibita ad ospitare una futura regina. Si utilizzano per la produzione di pappa reale e regine. Vengono inseriti solitamente all’interno di apposite stecche.
  • Danza: Movimento dell’ape che tramite le vibrazioni prodotte comunica alle compagne informazioni sulla quantità, distanza e direzione in cui si trova nettare, polline e acqua.
  • Deriva: Fenomeno per cui a volte le bottinatrici entrano per errore in un alveare vicino. Ciò accade soprattutto se gli alveari sono disposti vicini l’uno all’altro, con gli ingressi orientati tutti nella stessa direzione, senza distinzioni di colori.
  • Diaframma: Telaino di legno che si usa per ridurre la zona presidiata dalle api all’interno dell’arnia.
  • Disopercolare: Operazione di rimozione dell’opercolo, propedeutica all’estrazione del miele.
  • Distanze: Per posizionare un nuovo apiario occorre rispettare le distanze imposte dalle leggi vigenti.

Non sono presenti lemmi con la lettera E

  • Famiglia: Insieme di api e regina (ed eventuali fuchi) capace di sopravvivere (da alcune migliaia a 60 mila api).
  • Favo: Struttura fondamentale per la vita dell’alveare, è costruita dalle api con la cera per ospitare covata, miele, polline.
  • Fecondazione artificiale: Tecnica di fecondazione delle regine, viene utilizzata nella selezione delle api regine.
  • Feromoni: Sostanze chimiche naturali emesse dalla regina, dalla covata e dalle api. Servono a contribuire alla comunicazione tra gli individui che formano la colonia.
  • Filtri: Prima di cadere nel maturatore, il miele attraversa un filtro a rete ed uno a calza, di nylon.
  • Foglio cereo: È usato dall’apicoltore per favorire la costruzione di celle per l’allevamento della covata femminile. Si salda al telaino scaldando i fili metallici dell’armatura. Può avere circa 4360 celle per lato.
  • Forza: Consistenza di una famiglia. Si usa misurarla in telaini coperti d’api e in telaini di covata.
  • Fucaiola: Si dice della regina che depone solo covata maschile o della famiglia orfana le cui operaie iniziano a deporre covata maschile per avere l’ultima chance di propagazione del patrimonio genetico.
  • Fucaiole: Si chiamano così le operaie che rimaste orfane iniziano la deposizione di covata che risulterà solo maschile, sparsa e disordinata.
  • Fuchi: Maschi delle api, riproduttori, presenti solo nella stagione calda.
  • Gabbie per blocco covata: Di vario tipo, servono per impedire alla regina la deposizione (biotecniche antivarroa di blocco artificiale di covata).
  • Galleria mellonella: Tarma maggiore della cera o camola del miele, in estate infesta i favi non presidiati dalle api, può essere dannosa per il materiale immagazzinato.
  • Gelatina o pappa reale: Nutrimento delle larve reali e della regina. Viene somministrata alle larve di operaie o fuchi fino al terzo giorno di vita dalla schiusa dell’uovo.
  • Glomere: Quando la temperatura scende le api si compattano formando una sfera interrotta solo dai favi. Più la temperatura scende più il glomere si serra. Al suo interno la temperatura non scende mai sotto i 25 °C.

Non sono presenti lemmi con la lettera H

  • Impollinazione: Processo che consiste nel trasporto dei pollini dalla parte maschile a quella femminile dell’apparato riproduttivo delle piante.
  • Ingluvie: O borsa melaria, è uno “stomaco” che l’ape usa per portare il nettare all’alveare.
  • Insetticidi sistemici neurotossici (neonicotinoidi): Insetticidi che entrano nel sistema linfatico delle piante trattate, traslocando i principi attivi anche al nettare e al polline. Agiscono sul sistema nervoso degli insetti per i quali sono 7000 volte più tossici del DDT.
  • Larva: Ape nel suo stadio preimmaginale che va dal giorno 4 al giorno 9 dalla deposizione dell’uovo.
  • Legge 313: Legge Nazionale sull’Apicoltura.
  • Legge 36/1984 e Legge 5/1987: Disciplinano l’apicoltura per la Regione Liguria.
  • Leva: Attrezzo in ferro per staccare il coprifavo o il melario e i telaini, utile anche a raschiare propoli o cera. In commercio ne esistono di diverse fogge.
  • Maturatore: Contenitore in acciaio inox per il miele. Si chiama così perché occorre tempo al miele centrifugato per far venire a galla l’aria inglobata durante la smielatura (schiuma).
  • Melario: Parte dell’arnia destinata al miele. Si sovrappone al nido in periodo di raccolto.
  • Melissopalinologia: Studio dei pollini nel miele.
  • Miele: La parte glucidica dell’alimentazione delle api. Lo elaborano partendo dal nettare, modificando gli zuccheri con propri enzimi ed eliminando parte dell’acqua.
  • Nido: Parte dell’arnia riservata ad ospitare la covata.
  • Nomadismo: Tecnica produttiva che consiste nello spostare gli apiari da una fioritura a un’altra nel corso della stagione.
  • Nucleo: Detto anche sciame artificiale, è una piccola famiglia non in grado di produrre. Ha sei favi o meno ed è contenuto in un’arnietta detta portasciami.
  • Nutrici: Operaie di 4-10 giorni di vita (adulta) che producono al massimo pappa reale per le larve di regina o di operaie con meno di tre giorni.
  • Nutritori: Contengono alimentazione liquida. Ne esistono da porre sul coprifavo o “a tasca” da inserire dentro l’alveare.
  • Operaie: Femmine sterili addette a tutti i lavori dell’alveare esclusa la riproduzione.
  • Opercolo: Strato di cera a guisa di tappo che le api pongono sulle cellette di covata o sul miele. I due tipi si distinguono per colore e consistenza.
  • Orientamento: Il primo volo dopo uno spostamento per nomadismo. Le api compiono larghi giri sull’apiario in cerca di punti di riferimento.
  • Orfanità: Stato della famiglia quando manca la regina. Le api manifestano irrequietezza, attività senza scopo apparente, apporto di polline scarso o nullo e ventilano. Protratta l’orfanità alcune api acquistano la facoltà di deporre. Le operaie ovificatrici depongono solo uova non fecondate e la covata risulta disordinata.
  • Peso: 1 kg di api corrisponde a oltre 10.000 api. Un’ape a circa 100 mg.
  • Peste: Malattia batterica della covata, esistono P. Americana e P. Europea.
  • Polline: Compone la parte proteica dell’alimentazione delle api. Dopo averlo raccolto sulle piante le api trasportano il polline sulle “cestelle”, apposita zona setolosa delle zampe posteriori (pallottole).
  • Portasciami: Piccola arnia in legno o polistirolo che può contenere 5 o 6 telaini.
  • Postazione: Luogo dove è posizionato l’apiario.
  • Presidi Sanitari: Farmaci veterinari per la cura delle malattie delle api.
  • Propoli: Sostanza resinosa raccolta dalle api sulle gemme di talune piante.
  • Pungiglione: Organo di difesa delle api.
  • Pupa: Ape nel suo stadio preimmaginale che va dal giorno 12 al giorno 20 dalla deposizione dell’uovo.

Non sono presenti lemmi con la lettera Q

  • Regina: Unica femmina fertile della famiglia.
  • Registro dei Trattamenti: Documento vidimato dalla Asl di competenza dove devono essere annotati i trattamenti sanitari che si effettuano sugli alveari.
  • Rete escludiregina: In metallo o plastica, impedisce alla regina di salire a deporre nel melario.
  • Rifrattometro o Melometro: Strumento per misurare la percentuale di acqua nel miele, indispensabile per prevenire la fermentazione.
  • Riunione: Riunire sciami e/o famiglie di api orfane e/o con popolazione ridotta.
  • Saccheggio: In mancanza di raccolto le api si introducono negli alveari più deboli sottraendogli il miele. In caso di saccheggio violento l’alveare colpito può rimanere completamente distrutto.
  • S-cellare: Togliere le celle reali.
  • Sostituzione: Cambiamento della regina per motivi di età, produzione, docilità, fattori igienici, etc. S. naturale se operata dalle api.
  • Stagione: Indica il periodo di sviluppo della colonia e di lavoro dell’apicoltore.
  • Sciamatura: È il modo naturale di moltiplicarsi delle famiglie di api. Esso ha luogo in marzo-aprile nella zona mediterranea e in aprile-maggio nelle zone più fredde. Prima della nascita delle nuove regine, la vecchia abbandona l’alveare con metà o più della famiglia.
  • Sciame: Insieme delle api uscite dall’alveare al momento della sciamatura. Viene usato impropriamente per indicare la famiglia d’api intera o un nucleo (sciame artificiale).
  • Sfarfallare: Nascita dell’insetto perfetto che, completata l’ultima muta, perfora l’opercolo della celletta, esce e si unisce alla famiglia.
  • Smelatura: Raccolta dei melari o estrazione del miele in laboratorio.
  • Soffiatore: Il soffiatore viene utilizzato in apicoltura per l’allontanamento delle api dal melario durante la pulizia dei favi che precede la fase di estrazione del miele.
  • Solarizzazione o Soleggiamento: Volo di purificazione compiuto nelle ore calde e soleggiate durante la stagione fredda.
  • Spermateca: Organo della regina che contiene e mantiene in vita parecchi milioni di spermatozoi.
  • Spazio d’ape: Misura 8 mm. Gli spazi all’interno dell’alveare superiori a questa misura vengono occupati da costruzioni in cera. Le fessure dove le api non passano vengono chiuse con propoli.
  • Stecca: Supporto tipicamente in plastica, legno o metallo adibito ad ospitare un numero variabile di cupolini per la produzione di regine o pappa reale. Le stecche vengono inserite fino a quattro unità in un portastecche delle dimensioni di un telaino.
  • Superorganismo: Ogni singola ape è dipendente dalla colonia per la sua sopravvivenza e può essere assimilata ad una singola cellula del corpo di un organismo superiore, il quale non può fare a meno delle singole unità (cellule), sane e perfettamente funzionanti per garantire la sopravvivenza dell’intero sistema vitale.
  • Telaino: Supporto per introdurre nell’alveare il foglio cereo da cui le api costruiscono il favo. Si usa anche per indicare il favo stesso.
  • Traslarvo: Operazione svolta manualmente da un operatore che consiste nel trasferire una larva di età variabile dalle 72 a 100 ore dalla deposizione da un telaino di covata a un cupolino.
  • Trofallassi: Scambio di cibo tra individui adulti. Permette la diffusione di feromoni.
  • Uova: Si schiudono dopo 3 giorni dando origine ad una femmina se fecondate, ad un maschio se non fecondate.
  • Varroa destructor: Il principale e più pericoloso parassita delle api. È un acaro relativamente grosso, 2 mm, e porta a morte entro un paio d’anni la maggior parte di colonie se non trattate.
  • Ventilatrici: Quando la temperatura è elevata, le operaie col battito delle ali fanno circolare l’aria nel nido e nel melario. Tale operazione ha lo scopo di regolare la temperatura all’interno dell’alveare o di diffondere feromoni.
  • Vespa velutina: Vespa alloctona, abile cacciatrice davanti agli alveari, in espansione in Liguria dal 2012.
  • Virosi: Malattie infettive causate da virus. La trasmissione delle virosi è amplificata dalla presenza di Varroa destructor.
  • Volo: È presente quando la colonia è in raccolta. Necessita di una temperatura di almeno una decina di gradi.
  • Volo di fecondazione: Volo di accoppiamento tra la regina e vari fuchi (poliandria), avviene una sola volta nella vita della regina. I fuchi muoiono subito dopo l’accoppiamento.
  • Zigrinatore: Attrezzo per tendere i fili dell’armatura del telaino e rendere più agevole il fissaggio del foglio cereo.